Search
  • paolo cogliati

IL MONTAGGIO A INCASTRO LEGNO SU LEGNO valore aggiunto sul prodotto di arredo

Updated: Apr 29


Kiyosi Seike nella prefazione al duo libro "japanese joinery" scrive: l'incastro è il cuore della costruzione in legno. Ed è proprio alla tradizione giapponese che dobbiamo guardare per capire l'importanza dell'uso dell'incastro nella realizzazione dei manufatti in legno. Nella tradizione giapponese il carpentiere è il depositario del complesso insieme di conoscenze che concorrono a definire un manufatto architettonico. Il carpentiere intende la costruzione come insieme organico di elementi che collaborano in armonia ed equilibrio. Si occupa di composizione, di proporzioni, di statica, di volume, di spazio e di luce. L'organismo edilizio è inteso come un organismo vivo, comprende struttura, pelle, giunture, snodi e articolazioni. Il nodo, l'incastro, è alla base di questo organismo. Nella cultura tradizionale giapponese l'incastro diviene linguaggio, i carpentieri lo custodiscono e lo tramandano. Dal punto di vista costruttivo la giunzione per incastro contribuisce a mantenere solida ma allo stesso tempo elastica la struttura. L'incastro legno su legno ha il suo punto di forza proprio nel fatto che, nella struttura nel suo complesso, tutte le parti hanno uguali caratteristiche di durezza, resistenza ed elasticità. Nessuna logora l'altra, nessuna deperisce più rapidamente. E' un organismo monomaterico che si comporta secondo una relazione sinergica tra le parti. In un mobile o in una struttura di dimensioni più ridotte rispetto ad un edificio, l'incastro ha comunque dei punti di forza formidabili. A - Gli incastri rendono possibile montare e smontare gli oggetti. Questa proprietà rende possibile il trasporto più agevole dei componenti e rendono inoltre possibile la sostituzione delle sole parti danneggiate, salvaguardando il prodotto nel suo complesso. Certo è possibile montare e smontare anche componenti assemblati con viti e accessori in plastica e metallo ma l'efficenza della giunzione non sarà la stessa. B - Gli incastri consentono di ottimizzare la quantità di materiale utilizzato. Se utilizziamo materia prima pregiata come legno o multistrato è importante ridurre al minimo gli sprechi, gli incastri permettono di scomporre l'oggetto in parti più piccole e quindi ottimizzare l'impiego del materiale. C - Una giunzione a incastro, come abbiamo visto, è più stabile e durevole perché legno contro legno non preclude la funzionalità di un elemento a vantaggio di un altro. Questo avviene invece nel caso di assemblaggi tramite accessori metallici. Nel tempo le parti metalliche logorano il legno che le accoglie oppure si allentano compromettendo la funzionalità complessiva dell'oggetto. D - Un oggetto mono-materico, solo legno, sarà più facile da smaltire in fase di dismissione. E - un oggetto realizzato a incastro è più facile da montare, una buona progettazione può persino prevedere il montaggio senza uso di utensili. F - Ma come abbiamo visto in premessa l'incastro è anche una forma di espressione, riflette un contenuto culturale ed estetico. Un oggetto realizzato a incastro che dichiari e non nasconda i nodi e le giunzioni esprime un linguaggio, una concezione, enfatizza e sottolinea le proprietà e le caratteristiche del legno. A questo scopo è bene ricordare che le soluzioni ad incastro sono molto numerose, ricche di varianti e dettagli differenti che si sono sviluppate nel tempo e secondo l'esperienza dei progettisti. In questo articolo cercheremo di suddividere le tipologie di incastro per famiglie, sulla base della classificazione della tradizione giapponese e scandinava e in una seconda parte analizzeremo il caso di TOTEM che ha applicato tali soluzioni - ed altre nuove - alla costruzione di prodotti in multistrato di betulla. Possiamo suddividere gli incastri secondo 5 famiglie: 1 - sovrapposto (lap joint) più che di incastro vero e proprio si tratta di un tipo di accoppiamento tra due elementi assemblati in successione. Ha un notevole numero di applicazioni, le più diffuse sono l'assemblaggio di elementi lineari in successione e l'accoppiamento di due elementi perpendicolari, sul vertice. Per essere funzionalmente valido deve essere bloccato mediante spine di legno (pin joint) oppure combinato con soluzioni a coda di rondine (dove tailed). 2 - dove tailed (coda di rondne) E' l'incastro più diffuso sia nella tradizione giapponese che nella carpenteria europea, la geometria dell'elemento di unione (la coda di rondine) è oggetto di innumerevoli varianti, il concetto in ogni caso si basa sul bloccaggio di un elemento rastremato verso l'interno alloggiato in una cava, di identica geometria, che lo trattiene. Anche in questo caso è possibile l'impiego sia per soluzioni in successione lineare che per siluzioni ad angolo. La funzionalità di questo incastro è strettamente legata alla precisione nell'esecuzione e nella buona stagionatura del legno. Il rilascio o la deformazione del materiale ne comprometterebbero l'efficacia. 3 - tenon joint (tenone e mortasa) Incastro tradizionale per la composizione di elementi perpendicolari come pilastri e travi, ritti verticali in genere abbinati a traverse orizzontali, come strutture di tavoli o letti. 4 - pin joint (bloccaggio con spina di legno) sistema di bloccaggio di un gran numero di incastri, generalmente si basa sull'inserimento trasversale di un cilindro di legno in un foro di uguale diametro, nella tradizione giapponese le soluzioni più sofisticate prevedono il foro quadrato anziché circolare e sovente la spina conica anziché cilindrica. 5 - split wedge (bloccaggio con cuneo) E' una forma di bloccaggio dell'incastro generalmente abbinata alla soluzione mortasa e tenone (tenon joint). Si basa sull'inserimento di piccoli cunei di legno sulla testa del tenone allo scopo di bloccarne l'eventuale fuoriuscita. Questa soluzione funziona sia per soluzioni passanti che per incastri ciechi. Ognuna di queste famiglia riunisce in se un gran numero di varianti e combinazioni tra le diverse tipologie.


Le famiglie di incastro Totem. Totem nasce nel 1996 basando i suoi prodotti proprio sulla logica dell'incastro abbinato ad altre soluzioni tradizionali quali ad esempio la vite in legno. Ma il contributo più importante avviene a partire dal 1997, quando inizia la ricerca su nuovi sistemi costruttivi in multistrato. Questo materiale - a differenza del legno massiccio - presenta un aspetto bidimensionale. E' un semilavorato prodotto in fogli, lo spessore è ridotto, i componenti e di conseguenza anche gli incastri vengono ritagliati con lo stesso principio con cui viene tagliato un foglio con un paio di forbici. Questa caratteristica impone lo sviluppo di un repertorio di soluzioni costruttive dedicate che possiamo suddividere nelle seguenti famiglie. incastri a tenone e mortasa con bloccaggio esterno mediante spina di legno (tenon joint and external pin) incastri a tenone e mortasa con serraggio a filo (tenon joint and internal pin) incastri con serraggio a baionetta o a scorrimento (sliding joint) incastri a coda di rondine semplice o multipla (single or multiple dove tailed) giunzioni a farfalla (butterly joint) assemblaggio mezzo-mezzo (half and half joint) incastri con bloccaggio a cuneo (split wedge joint) Attraverso la messa a punto di queste soluzioni costruttive Totem ha potuto dar luogo a un catalogo molto vasto di mobili e strutture complesse, tutte a incastro. Si sottolinea che generalmente le soluzioni a incastro su multistrato sono più efficaci di quelle applicate al legno massiccio. Il legno è un materiale soggetto a deformazioni e fessurazioni mentre il multistrato è un semilavorato stabile, con prestazioni costanti e affidabili anche nel lungo periodo.


Riferimenti bibliografici: dizionario termini architettura giapponese http://www.aisf.or.jp/~jaanus/deta/k/kiwari.htm The art of Japanese Joinery - KiYosi Seike Measure and Construction of the Japanese House - Heino Engel The Japanese house - Edward S.Morse The language of wood - Juhani Pallasmaa

37 views

© 2020 by Paolo Cogliati.

Facebook                     Linkedin